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Un questionario sulla percezione delle foreste vetuste
Dall’Università della Tuscia una nuova indagine sull’opinione dei cittadini riguardo le faggete vetuste d’Europa Il sito transnazionale UNESCO delle “Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa" è composto da 94 aree in 18 paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia,... approfondisci
LIFE Prognoses
Un progetto dedicato alla rete europea delle faggete vetuste patrimonio UNESCO Dal 2021 il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è partner di un nuovo progetto LIFE dedicato alle faggete vetuste d'Europa. LIFE Prognoses (Protection of Old-Growth Forests in Europe) è un progetto finanziato dal fondo LIFE dell'Unione Europea, con... approfondisci
Selva Moricento e le faggete vetuste nel centenario del Parco del Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise
Una tavola rotonda nella sala consiliare del Comune di Lecce nei Marsi Nell’ambito dei festeggiamenti del centenario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il 29 dicembre 2021 nella sala consiliare del Comune di Lecce nei Marsi si è svolta una tavola rotonda dedicata alla faggeta vetusta di... approfondisci
In Italia aumentano le faggete vetuste Patrimonio Mondiale UNESCO
Tra l’Aspromonte, il Pollino e il Gargano, altre faggete si uniscono alle al sito delle Antiche Faggete Primordiali Il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, svoltosi il 28 luglio 2021, a Fuzhou in Cina, ha inserito nuove aree nel sito transnazionale delle “Antiche Faggete Primordiali dei Carpazi e di altre... approfondisci
Un questionario sulle faggete dell’UNESCO
Un progetto di valorizzazione economico-turistica delle faggete vetuste italiane Il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa (DEIM) dell’Università della Tuscia sta collaborando al progetto di Elaborazione del Piano di Gestione per le componenti italiane del sito seriale patrimonio mondiale dell’Unesco n.1133TER “Ancient and Primeval Beech Forests... approfondisci
I segreti della longevità dei faggi
Arrampicarsi “sugli alberi più vecchi d’Europa” per comprendere la legge che lega crescita e longevità L’esigenza di esplorare i misteri che avvolgono la longevità degli alberi ha ispirato uno studio internazionale, che ha unito diversi gruppi di ricerca europei coordinati da Roel Brienen della School of Geography dell’... approfondisci
Un convegno su boschi vetusti e faggete patrimonio UNESCO nel Pollino

Un convegno su boschi vetusti e faggete patrimonio UNESCO nel Pollino

Festeggiamenti per il riconoscimento ottenuto dalla faggeta del Pollinello all’interno nel Parco Nazionale del Pollino

Venerdì 3 dicembre 2021 presso la Catasta a Campotenese, Morano Calabro (CS), si è svolta una giornata di studio e celebrazione per il recente riconoscimento che ha portato lo scorso luglio la faggeta di Pollinello, nel comune di Castrovillari, nella rete delle faggete vetuste dell'Unesco. Questo nuovo importante risultato del Parco nazionale del Pollino, che annovera tra i patrimoni Unesco anche la faggeta di Cozzo Ferriero nel comune di Rotonda, è stato celebrato con una giornata dedicata al patrimonio ambientale scoperto grazie al contributo dei ricercatori dell’Università della Tuscia.

L'evento è stato arricchito dalla presenza di numerosi studiosi appartenenti a dipartimenti di diverse università italiane; un’intensa giornata di confronto per presentare i «risultati raggiunti» dalla rete dei parchi meridionali, ha sottolineato Domenico Pappaterra, presidente del Parco nazionale del Pollino, secondo il quale la scelta di impegnarsi nella ricerca e valorizzazione delle specie arboree del Pollino ha «rovesciato una impostazione che negli anni 60 consolidava lo sfruttamento selvaggio dei boschi», e ha poi ribadito che «oggi abbiamo garantito la salvaguardia delle faggete e soprattutto come Ente stiamo acquistando tutte le proprietà private entro le quali albergano i pini loricati per farli diventare demanio dello Stato ed evitare lo sfruttamento senza logica del nostro patrimonio verde».

Le faggete e i boschi rappresentano oggi, soprattutto sulla dorsale appenninica centrale e meridionale, «scrigni di natura straordinaria», come ha sottolineato Carlo Blasi, professore emerito dell’Università La Sapienza che ha coordinato i lavori del tavolo tecnico.

A ribadire la ricchezza forestale italiana è stato Antonio Maturani, direttore generale del patrimonio naturalistico del Mite, il quale ha puntato l’accento sugli elementi «culturali del paesaggio» e sulla necessità di «preservare e proteggere» il territorio interessato «dalla grande biodiversità biologica». Un lavoro che coinvolgerà i parchi e le istituzioni territoriali chiamate a «essere sentinelle nel lavoro di controllo e monitoraggio di tanta bellezza naturalistica», hanno ribadito l’assessore all’Ambiente del Comune di Castrovillari, Pasquale Pace e il vice sindaco di Morano, Pasquale Maradei.

Alla riunione hanno partecipato, inoltre, Nicolò De Bartolo, sindaco di Morano Calabro; Rocco Bruno, sindaco di Rotonda; Domenico Lo Polito, sindaco di Castrovillari; e l'assessore all'agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo.

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