Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dispone di una vasta rete di itinerari escursionistici (circa 150) che percorre l’intero territorio del Parco, per una lunghezza complessiva superiore a 750 km. Ogni sentiero, contraddistinto da una lettera e da un numero, è marcato sul territorio con la segnaletica internazionale, bandierina rossa/ bianca/ rossa.
La rete sentieristica è riportata nella nuova carta escursionistica del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed è anche disponibile su smartphone, tablet, tramite l’applicazione PDF map con cui è possibile visualizzare la propria posizione, registrare tracce GPS, aggiungere segnaposto, e trovare luoghi.
L’attività escursionistica è possibile su tutta la rete sentieristica esistente. Tuttavia si consiglia di informarsi presso la sede del Parco perché possono essere possibili limitazioni su alcuni itinerari.
Alcuni siti di faggete vetuste del Parco sono attraversati da tracciati escursionistici, altri ne sono semplicemente lambiti.
Di seguito vengono proposti alcuni percorsi uno per ciascuno dei 5 siti delle faggete del Parco, con origine e termine da un punto raggiungibile con autovettura. I sentieri proposti possono ovviamente essere percorsi in senso inverso, oppure solo in parte. Si possono inoltre combinare a piacimento diversi itinerari secondo le proprie esigenze.
Non esiste ancora un servizio di navetta né un sistema funzionale di trasporto pubblico, per cui per poter compiere il percorso completo in alcuni casi occorre pianificare per bene gli spostamenti; in alternativa si dovrà tornare sui propri passi.
1. La Val Cervara
Al cospetto della faggeta più antica d’Europa
- Sentiero principale R5
- Partenza Passo del Diavolo (1.400 m slm)
- Lunghezza 5 km fino a Fonte Puzza + 7 km fino a Madonna della Lanna
- Dislivello in salita 330 m (Fonte Puzza -1.730 m slm)
- Dislivello in discesa 560 m (Fonte Prati d’Angro – 1.170 m slm)
- Tempo di percorrenza 2 h fino a Fonte Puzza + 3 h fino a Madonna della Lanna
- Difficoltà media visto il tracciato comodo e il ridotto dislivello
La faggeta più antica d’Europa può essere comodamente visitata grazie al sentiero R5 che collega la vallata dell’Alto Sangro (Passo del Diavolo) con la Vallelonga e che corre lungo il selvaggio vallone del Lampazzo per poi, arrivati a Fonte Puzza, discendere all’interno della foresta della Val Cervara fino a sfociare nei pianori di Prati d’Angro. Da qui si prosegue lungo il B1 per 3 km circa fino alla località Madonna della Lanna.
Un tracciato comodo, con ridotto dislivello e che si immerge ben presto, dopo poco più di un chilometro su sterrato (T1), nel cuore della faggeta vetusta, dove oltre a tutte le forme strutturali del bosco, ci si può imbattere nei suoi più interessanti rappresentanti, quali orso, lupo e cervo.
Leggermente più impegnativo se fatto nel verso opposto, non può però mancare all’appello se si vuole veramente comprendere una foresta vetusta.
2. Selva Moricento
Una vera area wilderness tra crinali montuosi e doline carsiche
- Sentiero principale R4
- Partenza Passo del Diavolo (1.400 m slm)
- Lunghezza percorso 11 km (7 km fino a Valico Marcolano + 4 km fino a Madonna della Lanna)
- Dislivello in salita 500 m (valico Marcolano – 1.900 m slm)
- Dislivello in discesa 790 m (Madonna della Lanna -1.110 m slm)
- Tempo di percorrenza 5 h (2,5 h fino a valico Marcolano + 2,5 h fino a Prati d’Angro)
- Difficoltà per escursionisti esperti per dislivello, lunghezza e asperità dei luoghi
La Foresta di Moricento è interessata da una rete sentieristica fatta di antiche strade carrozzabili che convergono tutte nella località Cicerana, nel Comune di lecce dei Marsi, collegate e di facile accesso.
Il sentiero più affascinante (R4) è senza dubbio quello che si origina da Passo del Diavolo e quindi dopo un tratto di circa 1,5 km (T1) su strada sterrata, devia dapprima verso la località “stazzo di Fossa Perrone” inoltrandosi, comodamente, sempre più all’interno della faggeta vetusta fino alla radura di Campo Secco. Da qui si prosegue fino ad arrivare sul valico del Marcolano, da dove si abbraccia con lo sguardo tutta la foresta di Moricento e quella della Val Cervara e i Prati d’Angro verso i quali discendere con il medesimo sentiero fino alla località Madonna della Lanna.
Il sentiero, fatto nel verso opposto, richiede una migliore preparazione fisica a causa di un maggior dislivello altimetrico da percorrere.
3. Coppo del Principe
Una faggeta dove storia e natura si incontrano
- Sentiero principale C5
- Partenza Pescasseroli (camping la Panoramica 1.200 m slm)
- Lunghezza percorso 16 km
- Dislivello 630 m (rifugio Pesco di Iorio – 1.830 m slm)
- Tempo di percorrenza 6 h (2 h fino al Rifugio Pesco di Iorio)
- Difficoltà media (percorso in quota, lungo e con un certo dislivello ma non particolarmente faticoso)
La faggeta di Coppo del Principe, pur senza addentrarsi in essa, può essere ammirata in tutta la sua bellezza tramite un percorso ad anello che partendo da Pescasseroli (nei pressi della base degli impianti scioviari), raggiunge il rifugio di Pesco di Iorio (itinerari B1-R7-B4) si sviluppa lungo la cresta Tre Confini – Monte Tranquillo (C5), fino al santuario omonimo, da cui si rientra in paese tramite il sentiero C3 e la strada sterrata (C1).
Un percorso in quota, lungo ma non particolarmente faticoso con una visuale dall’alto sulla foresta, privilegiata pertanto, con la quale se ne possono apprezzare la struttura e le dinamiche.
Praterie colonizzate dal ramno alpino e frequentate dall’orso, alberi imponenti e dalle forme a candelabro, panorama che spazia sull’intera area del Parco, rendono indimenticabile questo itinerario che coniuga storia, natura e paesaggio.
4. La Val Fondillo
Alla scoperta della faggeta dove tutto nacque
- Sentiero principale F1
- Partenza: Segheria Val Fondillo (1.080 m slm)
- Lunghezza percorso 4 km (andata)
- Dislivello 720 m (cima di Monte Amaro – 1.860 m slm)
- Tempo di percorrenza 2 h (andata)
- Difficoltà media (non lungo ma impegnativo per dislivello, pendenza e tratti esposti)
La faggeta vetusta di Val Fondillo (Cacciagrande e Vallone Iancino) rappresenta il nucleo originario del Parco, ma per le sue condizioni di impervietà non è facilmente visitabile. Il tracciato che meglio si avvicina (F1), impegnativo per dislivello, pendenza e per tratti esposti, raggiunge la cima del monte Amaro (1.885 m), palcoscenico naturale da cui lo sguardo spazia a 360° sull’area protetta e offre una visione sulle cengie della Camosciara, coperte da pino nero, pino mugo e sulla foresta sottostante di Cacciagrande consentendo, parallelamente, di osservare con buona probabilità piccoli branchi di camosci al pascolo.
Il ritorno avviene necessariamente lungo il medesimo percorso.
Una alternativa alla portata di tutti, anche se si limita a costeggiare la faggeta vetusta, è data dai tracciati di fondovalle, Val Fondillo – F2 e Camosciara G1-G6, che si snodano tra le aree più rappresentative del Parco e pertanto assolutamente da visitare.
5 La faggeta di Coppo del Morto
Un percorso attraverso il “bosco conteso”
- Sentiero principale A3
- Partenza Pescasseroli (1.150 m slm) o Bisegna (1.210 m slm)
- Lunghezza 10 km (fino al Valico del Carapale) + 5 km (fino a Scanno)
- Dislivello in salita 910 m (Valico del Carapale – 2.060m slm)
- Dislivello in discesa 1.000 m (Scanno -1.050 m slm)
- Tempo di percorrenza 3 h fino al Valico del Carapale + 2 ore fino a Scanno
- Difficoltà media per lunghezza e dislivello non trascurabile
Situata lungo la pendice meridionale di Serra della Terratta, la faggeta vetusta di Coppo del Morto è una piccola fascia boscata contesa per lungo tempo tra i Comuni di Pescasseroli e Scanno. Essa è facilmente raggiungibile grazie ad una lunga sterrata (A1) che collega l’abitato di Pescasseroli con Bisegna. Nei pressi del Valico di Terraegna, (quota 1.730) si dirama il sentiero A3 che attraversa tutta la foresta fino al valico del Carapale da cui si può proseguire, sempre con lo stesso sentiero, verso Scanno compiendo così una delle classiche “traversate” del Parco.