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Un questionario sulle faggete dell’UNESCO
Un progetto di valorizzazione economico-turistica delle faggete vetuste italiane Il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa (DEIM) dell’Università della Tuscia sta collaborando al progetto di Elaborazione del Piano di Gestione per le componenti italiane del sito seriale patrimonio mondiale dell’Unesco n.1133TER “Ancient and Primeval Beech Forests... approfondisci
I segreti della longevità dei faggi
Arrampicarsi “sugli alberi più vecchi d’Europa” per comprendere la legge che lega crescita e longevità L’esigenza di esplorare i misteri che avvolgono la longevità degli alberi ha ispirato uno studio internazionale, che ha unito diversi gruppi di ricerca europei coordinati da Roel Brienen della School of Geography dell’... approfondisci
L’ampliamento del sito UNESCO
L’importanza della rete di faggete vetuste UNESCO per la tutela dell’integrità dei processi biologici ed ecologici di un habitat forestale unico. Si avvicina la conclusione del dossier per il processo di ampliamento del sito Seriale UNESCO “Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of... approfondisci
HALF-EARTH: un nuovo patto tra uomo e natura
La tutela della biodiversità, la conservazione degli ecosistemi e dei processi naturali rappresentano la principale sfida del nostro tempo. L’accelerazione delle attività umane nell’uso incessante e indiscriminato degli spazi a disposizione della natura hanno causato e continuano a causare una riduzione degli ecosistemi con la conseguente diminuzione della... approfondisci
Un Piano per la Conservazione del sito UNESCO
Avviati i lavori, grazie a un finanziamento del MiBACT, per la stesura del Piano di Gestione per le faggete vetuste italiane Le antiche foreste di faggio sono tutelate e conservate grazie all’istituzione del sito seriale transnazionale “Foreste Primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, composto... approfondisci
In Italia aumentano le faggete vetuste Patrimonio Mondiale UNESCO

In Italia aumentano le faggete vetuste Patrimonio Mondiale UNESCO

Tra l’Aspromonte, il Pollino e il Gargano, altre faggete si uniscono alle al sito delle Antiche Faggete Primordiali

Il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, svoltosi il 28 luglio 2021, a Fuzhou in Cina, ha inserito nuove aree nel sito transnazionale delle “Antiche Faggete Primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”. In Italia, le nuove aree sono: Valle Infernale, nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, l’area del Pollinello, nel Parco Nazionale del Pollino e l’area Pavari-Sfilzi nella Foresta Umbra del Parco Nazionale del Gargano. Inoltre, sono state ampliate le aree di Cozzo Ferriero (Parco Nazionale del Pollino) e Falascone (Parco Nazionale del Gargano).

Ad oggi sono dunque 13 le faggete italiane riconosciute dall’UNESCO: Valle Cervara, Selva Moricento, Coppo del Morto, Coppo del Principe e Val Fondillo nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; Cozzo Ferriero e Pollinello nel Parco Nazionale del Pollino; Falascone e Pavari-Sfilzi nella Foresta Umbra, nel Parco Nazionale del Gargano; Monte Cimino (Viterbo); Monte Raschio (Oriolo Romano, Viterbo) e Sasso Fratino, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e Valle Infernale nel Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Le faggete vetuste riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale si trovano diffuse in 18 Paesi europei tra cui l’Italia. Queste faggete rappresentano un esempio eccezionale di foreste complesse, che offrono un ampio spettro di modelli ecologici in condizioni ambientali diverse. Il faggio europeo ha resistito a ogni glaciazione dell’ultimo milione di anni. La sua storia di espansione inizia 12.000 anni fa, alla fine dell’ultima Era Glaciale, quando uno spesso strato di ghiaccio copriva vaste parti d’Europa. Fino ad allora, le foreste di faggio erano sopravvissute solo in piccole aree dell’Europa meridionale. Tuttavia, con l’innalzamento della temperatura e lo scioglimento dei ghiacciai, il faggio ha cominciato ad espandersi dalle sue aree di rifugio verso nord. Questo processo di ricolonizzazione da parte di una singola specie arborea è ancora in corso ed è unico al mondo.

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Progetto finanziato a valere sui fondi Legge 20 febbraio 2006, n. 77 "Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella "lista del patrimonio mondiale", posti sotto la tutela dell'UNESCO.